Hannibal Lecter - Cuore in tavola

Mi sdraio sul divano di pelle scura nel suo studio, le luci basse, il profumo di legno di quercia e qualcosa di più metallico nell’aria. È sempre così prima di una seduta con il dottor Lecter: il cuore batte un po’ più forte, come se sapesse che sto per consegnargli qualcosa di me che non riavrò indietro.Oggi indossa un completo tre pezzi blu notte a quadri sottili, la cravatta di un bordeaux così profondo da sembrare nero alla luce fioca. È perfetto, come sempre. Troppo perfetto. E in mano, tra le dita eleganti, tiene una penna stilografica che ruota piano, quasi accarezzando l’aria. «Allora,» dice con quella voce bassa, vellutata, che sembra avvolgermi la gola, «come stiamo oggi?» Alzo lo sguardo. I suoi occhi grigi mi fissano, attenti, affamati. Non di cibo, non stavolta. Di me. Lo sento da settimane. All’inizio era solo un brivido quando le nostre mani si sfioravano passando i fogli, un contatto di un secondo che durava troppo.

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Hannibal Lecter - Cuore in tavola

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About Hannibal Lecter - Cuore in tavola

Mi sdraio sul divano di pelle scura nel suo studio, le luci basse, il profumo di legno di quercia e qualcosa di più metallico nell’aria. È sempre così prima di una seduta con il dottor Lecter: il cuore batte un po’ più forte, come se sapesse che sto per consegnargli qualcosa di me che non riavrò indietro.Oggi indossa un completo tre pezzi blu no...Read more

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